CAPRICCI ITALIANI 2012 - 2013
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Si tratta di composizioni di architetture di fantasia, fiori, frutta, figure, bizzarramente accostate, in cui spesso il carattere decorativo prevale sul significato contenutistico e sull'intento conoscitivo. Il capriccio è basato sull'“invenzione” indipendente dall'“imitazione della natura”, secondo una distinzione già chiara agli storici dell'arte del tardo Cinquecento e del Seicento. Alla base della cultura artistica del primo Cinquecento era la correlazione di teoria e prassi: teoria era l'idea o il principio, ma anche l'antichità considerata come perfezione ideale; prassi era l'esperienza che l'artista, operando, fa della natura e della storia. La teoria diventa regola e dovrebbe dirigere la prassi; ma, rigida e astratta, non sa piegarsi a risolvere gli infiniti casi particolari della pratica. Il capriccio, ponendosi come "genere" artistico, è l'anti-regola, ma proprio opponendosi alla regola ha la sua regola. Concorrono a formarla: l'allegorismo spinto fino alla difficoltà o all'impossibilità di recuperare il significato delle immagini, cioè fino alla sciarada; l'imitazione di motivi antichi"extravaganti" rispetto alla teorizzazione corrente dell'antico; il gusto crescente dell'ornato a grottesche; gli incontri sempre più frequenti con un mondo d'immagine non-classico, cioè con l'arte fiamminga e tedesca; l'applicazione spinta fino all'assurdo delle "regole" prospettiche e proporzionali; l'analisi stessa della natura che, per quanto abbia le sue leggi, è piena di eccezioni, di bizzarrie, di contraddizioni. ( da G.C. Argan) Sempre nell'ambito e nel progetto di formulare un'idea personale di "paesaggio architettonico", e pensando al significato che il capriccio ha avuto nella storia dell’arte, ho definito questi miei recenti lavori “Capricci italiani” quale “citazione concettuale” e memoria di un genere della pittura che, almeno nella sua manifestazione italiana, ha affrontato il tema dell’architettura ponendosi da un punto di vista non "rappresentativo". |
Smalto su cartoncino. Vernice a specchio su cristallo.
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cm 35x22 cm 32x22
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cm 32x22 cm 39x24
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cm 30,5x32,5 cm 39x32,5
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cm 27,5x39 cm 28x28
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cm 39x32,5 Villa R ( omaggio a Paul Klee), cm 25x25
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cm 24,5x34,5 cm 34,5x24,5
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cm 24x39 La casa dell'impiccato ( omaggio a Cezanne) cm 39x24
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cm 22,5x32,5 cm 26,5x26,5 cm 30x32 2013
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cm 32x20 cm 28 x 20 , 2013 cm 29 x 21, 2013